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Abbracci e perdono (Carmela e Pino)

Gli ABBRACCI e il PERDONO sono come la meditazione e la risata, ci tirano fuori dagli schemi mentali ordinari e ci mettono in contatto con il cuore, i sentimenti e il respiro.

Ci insegnano a lasciarci andare, ci incoraggiano a fluire nell’energia della vita.

In questo terribile momento che ci accomuna tutti, “gente di ogni lingua, popolo e nazione”, la cura migliore per risolvere i problemi emotivi che ci affliggono è la medicina dell’affetto e degli abbracci, la soluzione più efficace che non ha alcun tipo di controindicazione. L’amore e l’abbraccio sono una medicina miracolosa …

Bella l’espressione di Charles Schulz, (Charlie Brown, Lucy ecc.):

“Le giornate dovrebbero iniziare con un abbraccio, un bacio, una carezza e un caffè. Perché la colazione deve essere abbondante.”

Ma con la società in continuo cambiamento oggi è sempre più raro abbracciarsi; credo che la perdita del contatto sia purtroppo il male della società contemporanea dove l’abbraccio non solo non è frequente ma anche quando c’é, è spesso sbrigativo, sfuggente, veloce, quasi a voler manifestare paura e difficoltà nell’entrare in relazione intima con l’altro. Si preferisce comunicare più con la socializzazione virtuale che con le parole e il linguaggio del corpo e, ahimè, spesso non se ne sente nemmeno la mancanza; una emoticon è sufficiente.

Per recuperare il contatto con l’altro, bisogna ritrovare lo spazio reale, rallentare i tempi per stare, sostare, odorare, sentire, toccare. L’occasione ci è stata data “forzatamente” e ne abbiamo approfittato, riscoprendo valori dimenticati.

C’è da dire inoltre che, secondo studi scientifici, quando due persone si abbracciano nasce una sincronizzazione celebrale immediata, ovvero i tracciati elettroencefalografici, se prima diversi, risultano simili durante e dopo l’abbraccio. Dunque ABBRACCIARSI porta con sé indubbi benefici grazie al calore che si trasmette e agli stimoli positivi che raggiungono il cervello e che vengono poi comunicati al resto del corpo.

Un abbraccio “fatto bene” può fare entrare in sintonia con l’altro più che centomila parole; è un modo per comunicare molto di noi, sia a livello di amicizia sia a livello di amore verso chi ci sta accanto.

Da un racconto di Bruno Ferrero:

ALLA CLINICA DEL SIGNORE

Sono stato nella clinica del Signore per farmi dei controlli di routine e ho constatato che ero ammalato.

Quando il Signore mi misurò la Pressione, ho visto che avevo la Tenerezza bassa.

Nel misurarmi la Temperatura, il termometro registrò 40º di Ansietà.

Mi fece un Elettrocardiogramma e la diagnosi fu che avevo bisogno di diversi bypass di Amore, perché le mie arterie erano bloccate dalla Solitudine e non irroravano il mio cuore vuoto.

Andai in Ortopedia, dato che non potevo camminare al fianco del mio fratello e non potevo dargli un abbraccio fraterno, perché lo avevo fratturato inciampando nell'Invidia.

Mi riscontrò anche una Miopia, dato che non potevo vedere al di là delle cose negative del mio prossimo.

Quando dissi di essere Sordo, il Signore mi diagnosticò che avevo tralasciato di ascoltare ogni giorno la sua Voce.

Dopo consulenza gratuita ecco la Terapia che mi è stata prescritta:

* al mattino: 1 pillola di riconoscenza

* prima del lavoro: 1 cucchiaio di pace

* durante il giorno a ore alterne: 1 pillola di pazienza e 1 di umiltà

* prima di coricarmi: 1 capsula di coscienza tranquilla

“Casa” non è dove dormi.

“Casa” è la pelle di chi, quando ti abbraccia, ti fa sentire che sei nel giusto posto tuo.

Carmela e Pino Valenti

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